giovedì 26 novembre 2015
Scoperta un’ antica città dell’Età del Bronzo nel Golfo Argolico
Un’ importante scoperta archeologica è stata fatta quest’estate largo la
spiaggia di Kiladha, nel Peloponneso. I resti di un intero insediamento del 3° millennio a.C. sono stati rinvenuti sott’ acqua, appena sotto la superficie della spiaggia
che fa parte del Golfo Argolico.
Gli scavi sono stati
condotti da un team di archeologi dell’ Università
di Ginevra, sotto l'egida della Scuola svizzera
di archeologia in
Grecia, e in collaborazione con la Sovrintendenza
Archeologica per le Antichità Marittime del Ministero della Cultura (Eforia
Enalion Archeotiton). Gli esperti greci e svizzeri
hanno scoperto quello che sembra essere un grande
insediamento costiero ora ricoperto dal Mar Mediterraneo.
Secondo Julien Beck,
professor all’Università di Ginevra, l’importanza della scoperta “è in parte dovuta alle grandi dimensioni del sito”, ma anche “alla quantità e qualità dei
manufatti che sono stati recuperati”.
La città sommersa risale all’Età
del Bronzo, a prima del 2000 a.C..
Il team di archeologi ha
identificato delle fortificazioni esterne e anche -collegati
alle mura- tre fondamenta di pietra,
a forma di ferro di cavallo, appartenenti a grandi edifici,
probabilmente delle torri difensive. «Le possibilità di trovare delle tali mura
sott’acqua sono estremamente basse. L’ampiezza totale del sito
non è ancora chiara. Non si sa perché
fosse circondato da fortificazioni», ammette Beck.
Gli edifici scoperti, caratteristici dell’Età del Bronzo in Grecia, sono
costruiti su un piano rettilineo e circolare oppure in forma ellittica. Oltre
a queste strutture, sono rivelate anche delle
superfici pavimentate che sembrano essere delle strade.
Infatti, si tratta di antichità uniche nel loro genere, non avendo analoghe
scoperte precedentemente ; ecco perché Julien
Beck compara la città ritrovata a quella di Lerna, vicino al golfo di Nauplia.
Fra i numerosi
reperti archeologici -in tutto, gli archeologi hanno trovato oltre 6.000
oggetti lungo la riva nei pressi del sito- ci sono frammenti
di ceramica e strumenti di pietra, incluse lame di ossidiana databili al
periodo elladico (3200-2050
a.C.). Benché l’economia dell’Età del Bronzo in Grecia fosse principalmente
agricola, ci sono tracce di attività metallurgica e mineraria, spiegano gli
archeologi.
Il team di ricerca
spera che lo studio dei reperti archeologici possa consentire una migliore
comprensione sul commercio, il trasporto e la vita quotidiana nella Grecia
dell’Età del Bronzo.