giovedì 22 ottobre 2015
Una retrospettiva sulla giovinezza di El Greco a Treviso
Dal 24 ottobre 2015 al 10 aprile 2016 la Casa dei Carraresi a
Treviso ospiterà la più grande retrospettiva sulla giovinezza di El Greco. La
mostra “El Greco in
Italia, Metamorfosi di un genio” si sofferma sulle tappe
principali che hanno scandito il complesso artistico e spirituale dell’artista
cretese, seguendolo tra Creta, l’Italia e la Spagna. La mostra illustra un
percorso di opere prodotte dall’artista, soprattutto durante la sua permanenza
in Italia, e dai grandi maestri che hanno influenzato il suo lavoro tra cui
Tiziano, Tintoretto, Correggio, Jacopo Bassano.
Per la prima volta al mondo, un’esposizione dedicata a
quel periodo del pittore ci offre la possibilità di scoprire gli anni della
trasformazione dell’artista “che
sconvolse Manet, Cézanne e Picasso” ; un viaggio nel tempo e nello
spazio attraverso la progressiva trasformazione dell’artista e il percorso che
lo porterà alla realizzazione di capolavori assoluti e alla creazione di un
linguaggio che non ha paragoni.
El Greco, nome d'arte di Dominikos
Theotokopoulos (Δομήνικος Θεοτοκόπουλος) nacque a Creta (Candia, 1541),
che all'epoca faceva parte della Repubblica di Venezia ed era il centro della
famosa Scuola cretese, un importante
movimento pittorico post-bizantino. Nel 1567, all'età di 26 anni, già maestro
d'arte, Theotokopoulos si
trasferì nella Serenissima. Durante il soggiorno in Italia, il pittore greco si
trasformò in un artista innovativo e rivoluzionario, modificando il suo stile
in modo sostanziale, arricchendolo con elementi tratti dal manierismo e dal
Rinascimento veneziano, ispirati soprattutto al Tintoretto nelle linee sinuose
ed allungate, nel senso del movimento e nella drammaticità dell'illuminazione,
ed al tardo Tiziano nell'uso del colore. Nel 1577 Theotokopoulos si trasferì a Toledo, in Spagna, dove visse e
lavorò fino al giorno della morte (Toledo, 7 aprile 1614).
La mostra mira a portare il visitatore alla scoperta di
questo pittore visionario, capace di sconvolgere l’estetica a lui contemporanea
con toni drammatici e un linguaggio fantasioso ed espressionista. “El
Greco possedeva un senso della rappresentazione che va oltre gli stili e le
epoche, un modo di intendere l’immagine e il cromatismo che senza dubbio può
definirsi universale. El Greco non seguiva nessuna delle regole accettate dalla
gran parte dei pittori e dei mecenati del Cinque-Seicento. Offre quindi un
esempio di come le cose si possono approcciare in modo diverso, originale e
stimolante. È questo misto di Creta, Venezia e Castiglia che emerge nei suoi
quadri in una fusione totale. Tra le caratteristiche più impressionanti della
sua opera, si distinguono le figure allungate come fiamme e la vivida
luminosità delle sue tinte con una luce intensa che accende il colore”.