venerdì 30 ottobre 2015
La lotta dei Greci contro il fascismo (1940-1941) attraverso i fumetti dell’ epoca
E la storia
cominciò così: alle 3 di mattino del 28 ottobre 1940 l’ambasciatore italiano ad Atene,
Emanuele Grazzi, si presentò al dittatore
greco Ioannis Metaxas per consegnargli l’ ultimatum. Nel documento si intimava
al governo greco di consentire alle forze italiane di occupare, a garanzia
della neutralità ellenica nei confronti dell’ Italia, alcuni, non meglio
specificati, punti di importanza strategica in
territorio greco, con lo scopo di impedire agli
inglesi il controllo del Mediterraneo. L’ ultimatum sarebbe scaduto alle
6 dello stesso mattino. Terminato di leggere,
Metaxas diede la sua famosa risposta che passò alla storia: «Alors, c’est la guerre». L’offensiva di Mussolini iniziò alle 6 di
mattino. Il 28 ottobre
sarebbe poi entrato nel calendario greco come il Giorno del No.
“Dissi
che avremmo spezzato le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi
dico che spezzeremo le reni alla Grecia”, affermò Mussolini in un discorso alla radio il 19 novembre 1940,
ma il corso degli eventi sarebbe stato molto diverso.
Il rifiuto di concedere “terra e acqua” da parte dei greci è
stato attuato già dalle prime ore del
mattino, quando decine di
migliaia di soldati, provenienti da tutto il territorio,
si precipitarono per respingere gli invasori italiani.

L’ attacco italiano alla Grecia provocò il risorgimento del popolo
greco, una rivolta patriottica senza precedenti. Quest’ entusiasmo patriottico,
che venne molto rafforzato dopo le prime vittorie militari, inondò
le pagine dei giornali, le frequenze radiofoniche e gli
spettacoli teatrali. La satira, la ridicolizzazione e l'umiliazione del
nemico sono state alcune delle armi più potenti della guerra psicologica
svolgendosi in parallelo con la lotta militare.
Infatti, la propaganda ufficiale greca proseguò fin dal
primo momento in questa direzione, sfruttando con
successo la disposizione umoristica del popolo greco. Da tutti i tipi di
propaganda mobilitati, l'arte della caricatura si dimostrò altamente efficace. Si
tratta di un tipo di fumetti che aveva già fiorito in Grecia del XIX° secolo, a
causa della capacità di comunicare con il pubblico in modo semplice e diretto e
di rendere il messaggio facilmente comprensibile anche agli analfabeti; ma
anche perché, rispetto ad altri tipi di giornalismo, il disegno mira raramente alla
logica.
Numerosi
fumetti sono stati pubblicati per tutto il corso della guerra greco-italiana,
celebrando le vittorie dell’ esercito greco in Albania e ridicolizzando in ogni occasione il “piume di gallo” di Mussolini
e la megalomania fascista. Il fatto che siano sopravvissuti fino ad oggi nella
memoria collettiva dimostra quanto abbiano influenzato la psicologia di un
intero popolo.
Grandi fumettisti, come F. Demetriades,
N. Kastanakis, St,
Polenakis, P. Pavlidis
ed altri, hanno creato opere eccezionali anche per l'ulteriore motivo che, in quei mesi, il
paese aveva raggiunto qualcosa che
potrebbe essere descritto come un “miracolo greco”.
L’ importanza
della guerra greco-italiana è comunque notevole anche per quanto riguarda l’
evoluzione della seconda guerra mondiale. Secondo gli studiosi del periodo, l’ intervento
tedesco nei Balcani, a causa del fallimento dell’ attacco italiano alla Grecia,
ha costretto Hitler a ritardare per circa due mesi l’ “Operazione
Barbarossa", cioè l’ attacco tedesco all’ Unione Sovietica.
Nel duro inverno che seguì, la Wehrmacht fu, dunque, costretta a fermarsi a pochi chilometri da Mosca senza avere il tempo per
completare la conquista dell’ URSS. Stalingrado e il contrattacco sovietico, in combinazione con il coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto militare, darebbe il
colpo di grazia al progetto del “reich millenario” e dei suoi alleati.
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